Quando finiscono le ferie: perché tornare alla vita di tutti i giorni può essere così difficile

Le ferie finiscono.

La valigia torna nell’armadio, la sveglia ricomincia a suonare, il traffico torna a far parte delle giornate e quella sensazione di avere finalmente tempo sembra già lontanissima.

Per alcune persone il rientro è semplicemente un po’ faticoso. Per altre, invece, è molto più di questo. Ci si sente svuotati, irritabili, malinconici. Si fa fatica a riprendere i ritmi abituali, a concentrarsi, a dormire bene. E può comparire una sensazione difficile da ignorare:

“Non voglio tornare alla vita di prima.”

Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della fine delle ferie. A volte il problema non è soltanto che le vacanze sono finite.

È che ricomincia qualcosa da cui, per qualche settimana, eravamo riusciti a prendere distanza.

Perché il rientro può essere così faticoso?

Durante le ferie cambiano molte cose contemporaneamente. Cambiano gli orari, il sonno, i pasti, il movimento, le attività, le persone che frequentiamo. Spesso diminuiscono gli impegni e aumenta la possibilità di decidere cosa fare e quando farlo. Il corpo e la mente si abituano a un ritmo diverso. Per questo, quando ricominciamo a puntare la sveglia, lavorare, rispettare appuntamenti e incastrare mille impegni, è normale attraversare una fase di riadattamento.

Non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Abbiamo semplicemente bisogno di riabituarci. E riabituarsi richiede tempo.

Il rientro non è soltanto un cambio di ritmo

C'è però qualcosa che va oltre la fatica fisica.

Durante le ferie possiamo avere più spazio mentale. Spazio per accorgerci di come stiamo. Per stare con qualcuno senza avere sempre un appuntamento dopo. Per leggere, camminare, annoiarci. Per pensare. E proprio quando abbiamo più spazio può succedere qualcosa di interessante: iniziamo a sentire cose che durante l'anno riusciamo facilmente a coprire con gli impegni. Non necessariamente perché durante le ferie diventiamo improvvisamente più consapevoli. Forse semplicemente abbiamo meno rumore intorno. E alcune domande diventano più difficili da evitare.

“Ma io voglio davvero tornare a questa vita?”

È una domanda che può comparire proprio negli ultimi giorni di vacanza.

Magari fino a quel momento non ci avevamo pensato. Poi arriva la sera prima del rientro e qualcosa cambia.

“Lunedì devo tornare in ufficio.”

“Tra poco ricomincia tutto.”

“Di nuovo quella sveglia.”

“Di nuovo quelle persone.”

“Di nuovo questa routine.”

E allora la fatica del rientro può mescolarsi a qualcosa di più profondo. Non è detto che significhi che dobbiamo licenziarci, cambiare città o stravolgere la nostra vita. Ma può essere un'occasione per ascoltare quella domanda.

Quanto mi piace davvero la vita che sto conducendo?

A volte le ferie ci fanno vedere meglio ciò che durante l'anno non vediamo

Quando siamo immersi nella quotidianità possiamo funzionare molto bene.

Ci alziamo.

Lavoriamo.

Facciamo la spesa.

Rispondiamo ai messaggi.

Vediamo gli amici.

Paghiamo le bollette.

Andiamo in palestra.

Torniamo a casa.

E ricominciamo.

Possiamo essere perfettamente funzionanti senza esserci mai chiesti se quella vita ci somiglia davvero.

Le ferie interrompono, almeno temporaneamente, questa sequenza. E possono mostrarci un contrasto.

“In vacanza mi sentivo così. A casa mi sento cosà.”

Non sempre quel contrasto significa che la nostra vita quotidiana sia sbagliata. Ma può raccontarci qualcosa.

Forse abbiamo bisogno di più tempo.

Forse di meno lavoro.

Forse di relazioni diverse.

Forse di sentirci più liberi.

O forse scopriamo che quello che ci manca non è una vacanza più lunga, ma una quotidianità diversa.

E se invece odiassi le ferie?

C'è anche l'altra faccia della medaglia. Non tutti amano le ferie.

C'è chi aspetta il rientro con sollievo.

Chi durante le vacanze si sente perso senza una struttura.

Chi si annoia.

Chi si sente in colpa perché “dovrebbe divertirsi”.

Chi soffre particolarmente il confronto con gli altri, soprattutto quando sembra che tutti stiano vivendo un'estate meravigliosa.

E anche questo può essere normale.

Non esiste un modo corretto di vivere le vacanze. Per alcune persone il lavoro, gli impegni e una certa organizzazione quotidiana rappresentano anche stabilità, senso, appartenenza e sicurezza. Quando questa struttura viene meno, può emergere una sensazione di vuoto. Per questo non dobbiamo necessariamente imparare ad amare le ferie. Possiamo piuttosto chiederci:

“Che cosa mi dà la mia quotidianità che durante le ferie mi manca?”

Non è detto che dobbiamo cambiare tutto

Quando ci rendiamo conto che qualcosa della nostra vita non ci rende felici, la prima reazione può essere quella di voler cambiare tutto.

Ma la consapevolezza non ci obbliga immediatamente all'azione.

Possiamo anche fermarci.

Osservare.

Capire.

Chiederci cosa ci manca e cosa invece vogliamo conservare.

Forse non è il lavoro in sé a essere il problema, ma il modo in cui lo stiamo vivendo.

Forse non sono le persone che abbiamo accanto, ma il poco spazio che riusciamo a dedicare alle relazioni.

Forse non abbiamo bisogno di una vita completamente diversa.

Abbiamo bisogno di una vita un po' più nostra.

Il rientro può essere una transizione

Ogni passaggio porta con sé qualcosa. Le ferie sono una parentesi. Il rientro è un'altra soglia.

E le soglie possono essere scomode perché non siamo più completamente dentro ciò che lasciamo, ma non ci siamo ancora riabituati a ciò che ritroviamo. Forse per questo il rientro può farci sentire strani.

Un po' malinconici.

Un po' stanchi.

A volte persino irritati.

Non dobbiamo necessariamente eliminare queste sensazioni.

Possiamo provare ad ascoltarle.

Perché magari la domanda non è:

“Come faccio a tornare subito alla normalità?”

Ma:

“Cosa ho capito di me durante questo periodo che non vorrei perdere tornando alla mia vita di tutti i giorni?”

E forse questo è il vero senso del rientro

Le ferie non devono necessariamente insegnarci a vivere meglio la vacanza. Possono anche insegnarci qualcosa sulla nostra vita quando la vacanza finisce.

Forse ci siamo accorti che abbiamo bisogno di più lentezza.

Di più natura.

Di più tempo con qualcuno.

Di meno tempo davanti a uno schermo.

Di un lavoro diverso.

Oppure, al contrario, abbiamo scoperto che stare senza una struttura ci fa stare male e che abbiamo bisogno di sentirci impegnati, utili, attivi.

Non c'è una risposta giusta.

La cosa importante è non ignorare ciò che abbiamo sentito soltanto perché la quotidianità è ricominciata.

Il rientro può essere un ritorno.

Ma può anche essere un'occasione per tornare a noi stessi con qualche consapevolezza in più. E forse non dobbiamo tornare esattamente alla vita che avevamo lasciato. Possiamo provare, lentamente, a portare qualcosa di ciò che abbiamo scoperto durante la pausa dentro la vita di tutti i giorni.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.